Il fiore, come un corpo, offre il meglio di sè quando apre il suo cuore al mondo. I petali si schiudono per affascinare lo sguardo, per catturare l'ignaro insetto, per permettere alla bocca di cogliere la rugiada e distillarla in linfa. Vita e morte, maschile e femminile.
I fiori accolgono doni divini, metafore del lingam e della yoni. Dipingerli diventa un atteggiamento di cambiamento interiore. Silvana Todesco, pennellata dopo
pennellata, compie un'alchimia interiore, consapevole che il fiore è identico all'Elisir della vita e coglie gli elementi determinanti la vita, il maschile e il femminile, è il
tentativo di ricondurli al centro, al cuore palpitante della condizione androgina quando la somma di uno più uno risultava uno e l'individuo accoglieva su di sè ogni
condizione fisica e psichica al di là della specificità del sesso, assorbendo ogni tipo di sessualità.
I soggetti di questi lavori, i pistilli, magistralmente dipinti da
Silvana Todesco, sono frammenti di un'ikebana dell'anima, la ricerca spasmodica dello stato primordiale, quando si era in balìa dei quattro elementi e il fiore corrispondeva
all'Etere.
In attesa del soffio del vento che tutto disperde, ascoltiamo il ritmo pulsante di questa natura armonica: sembra di sentire battere un sordo tamburo di vita dentro questi
lavori.
E' il suono primordiale di quando si è formato l'universo.
E quante storie raccontano questi petali, questi pistilli.
Silvana Todesco, dipingendo, racconta storie antiche, ci fa ascoltare l'eco di innumerevoli strofe che scorrono di bocca in bocca per narrarci gli accadimenti del mondo e
dell'anima.
Fiorenzo Degasperi
