Marienplatz

La sirena urla il suo stridulo richiamo nella città ancora addormentata e, in fila indiana, camminano uno ad uno gli operai infreddoliti, ancora bisognosi di sonno e di tepore.

Piano piano la città si risveglia e anche i primi cinguettii si fan sentire in ogni pezzo di prato messo sottovetro dal gelo invernale.

Aprono i primi bar diurni con gran fracasso di saracinesche e io ripenso a Marienplatz dove la notte è giorno e il giorno è notte, con i suoi pub fumosi e frastornanti di musica infernale, con i pistacchi nelle macchinette a scatto e le birre interminabili……e dove si parlava, si parlava un gran mescolamento incomprensibile di lingue, di volti, di idee, di ideali.

Marienplatz, dal nome così dolce e il carattere così forte, con le sue vetrine firmate e il mercatino di Natale e i vecchi barboni che trascinano incessantemente la loro vita per dimenticare la vita, per dimenticare il gelo tra le birrerie ristagnanti di unto e di tabacco.

Marienplatz, com’è vivo il risveglio della tua notte.